22 Maggio 2020

Il legno blocca virus e batteri, questa virtù sta nella sua porosità.

Gli esperti indicano che sulle superfici in legno, il nuovo Coronavirus sopravvive fino a 8 volte in meno rispetto a plastica e metallo.

La capacità del SARS-Cov-2 di resistere nel tempo all’esterno degli organismi è ancora in fase di studio, le informazioni preliminari del Ministero della Salute indicano che il virus ha una sopravvivenza diversa da un materiale all'altro.

Elisa Vicenzi, responsabile dell’Unità Patogeni Virali e Biosicurezza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano spiega che "l'arco temporale varia a seconda delle caratteristiche del tipo di superficie: quelle meno porose come la plastica e l’acciaio sono le peggiori perché assorbono meno facilmente le goccioline, preservando il virus attivo”.

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Superfici porose come cartone e LEGNO invece, riescono a bloccare in tempi molto più rapidi la sopravvivenza del virus.


Altri studi dettagliati effettuati in passato sul legno indicano quanto segue:

Nel 1994
i ricercatori Gilbert, Watson e Abrishami hanno dimostrato che la scomparsa della contaminazione superficiale del legno è minore rispetto ad altre superfici non porose come per esempio la plastica.


Nel 2002 i ricercatori Chiu, Schönwälder, Moore, Gough e Milling, hanno concluso che le superfici in legno portano a una ridotta proliferazione di inquinanti inoculati rispetto ad altre superfici e riducono il tempo di sopravvivenza dei patogeni. Ciò è più evidente quanto maggiore è la quantità di contaminazione e la durata del contatto. Schönwälder e altri hanno anche concluso che queste proprietà sono indipendenti dall'età del legno.

Nel 2005 i ricercatori Revol e Juelles hanno confrontato la reazione delle superfici di legno e quelle di vetro dopo essere state contaminate con spore di Escherichia coli o Bacillus cereus.
Le proprietà fisiche e chimiche del legno hanno ridotto rapidamente il numero di cellule dopo diverse prove di di contatto, mentre la crescita delle cellule si è verificata in materiali inerti e non porosi.
Il legno ha mostrato proprietà inibitorie della crescita disattivando metabolicamente le cellule.

Nel 2007 il ricercatore Moore ha evidenziato una riduzione dell'inquinamento e della proliferazione sulle superfici porose rispetto a quelle lisce non porose. Lo studio svolto sui prodotti destinati all'alimentazione (per esempio i taglieri) ha dimostrato l'effetto battericida del legno, cosa che non avviene invece per i materiali a superficie non porosa come plastica e metallo.

Recentemente il Danish Technological Institute (www.teknologisk.dk), che conduce una più ampia ricerca congiunta con istituti di ricerca nei paesi nordici, Germania e Svizzera, ha inoculato batteri simili a Salmonella in diverse specie di legno riscontrando in effetto battericida.
Questo studio ha anche messo in evidenza le speciali qualità salutistiche del legno di Pino, non solo per la sua porosità, ma per i suoi estratti antibatterici. Lo studio danese ha concluso che il legno riduce la concentrazione batterica prima della plastica e prima dell'acciaio.

In sintesi, si può dire che le superfici in legno sono relativamente "a prova di virus". Ciò è dovuto principalmente alla sua microstruttura e alla presenza di sostanze antimicrobiche.


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Riferimenti:


I.R.C.C.S. Ospadale San Raffaele
https://www.hsr.it/news/2020/marzo/coronavirus-su-superfici

Federazione Europea produttori pallets e imballaggi
https://www.fefpeb.eu/wooden-packaging/properties-of-wood#12woodenvsplastic

Timber online
https://www.timber-online.net/wood_products/2020/03/coronavirus-on-wood-surfaces---is-there-a-risk-.html